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Fratture neonatali

da | Ott 19, 2017

La frattura più frequente alla nascita è quella della clavicola e solitamente è la conseguenza di un parto distocico (dalle parole greche “dys”, che significa difficile, e “tokos”, che significa nascita), soprattutto di una distocia di spalla, ma può avvenire anche durante l’espletamento di un parto fisiologico.

La distocia della spalla, infatti, si verifica quando questa rimane incastrata all’interno del bacino durante il parto, in particolare dietro l’osso pubico. Si tratta di un’emergenza medica che in rari casi può portare il ginecologo a causare volontariamente la frattura della clavicola, in particolare quando ci si trova di fronte all’impossibilità di estrarre il feto, in condizioni di grave rischio di morte per il nascituro.

Il neonato che ha la clavicola fratturata, solitamente presenta un pianto incoercibile, è irritato e non riesce a muovere il braccio omolaterale, né volontariamente né in seguito alla prova del riflesso di Moro.
Fortunatamente la maggior parte delle fratture di clavicola durante il parto sono lievi e riescono a guarire senza alcuna complicanza, grazie alla formazione di un grosso callo osseo in corrispondenza della lesione entro una settimana dal parto.
Sarà necessario fissare, tramite un’apposita imbracatura, il braccio fratturato.

Esistono dei fattori di rischio che possono portare alla distocia di spalla, da tenere in considerazione prima del parto. In particolare:

  • la macrosomia fetale, ovvero quando il peso del nascituro è superiore ai 4 Kg
  • il diabete
  • eventuali anomalie del bacino
  • un precedente episodio di distocia

Meno spesso, durante un parto distocico, si può verificare la frattura delle ossa lunghe come femore e omero, ma anche in questo caso la frattura è quasi sempre lieve e si risolve completamente in poco tempo.

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