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Colecistectomia laparoscopica

da | Ott 16, 2017

Quando è possibile ottenere il risarcimento danni da errore medico nei casi di Colecistectomia laparoscopica

RIMOZIONE DELLA COLECISTI O CISTIFELLEA

La colecistectomia laparoscopica è una tecnica per l’asportazione della colecisti (o cistifellea) affetta da calcoli. La tecnica laparoscopica è utilizzata dai chirurghi nel 70% dei casi ed è caratterizzata dall’introduzione, tramite piccole incisioni, di 3 o 4 strumenti da 5-10mm a 10-12 mm detti Trocar, inseriti attraverso una cannula nella cavità dell’addome.

Una percentuale rilevante di colecistectomie laparoscopiche tra l’1% e il 12% va incontro a conversione dell’intervento (da laparoscopia a operazione tradizionale), dovuto a complicanze intraoperatorie.

La colecistectomia è una procedura molto comune, i cui rischi sono limitati; come tutti gli interventi, tuttavia, è soggetta a possibili complicanze, tra cui ricordiamo:

Complicanze intraoperatorie

  • perforazione della colecisti,
  • lesione di arterie e/o vene,
  • perforazione dell’intestino,
  • lesione delle vie biliari (coledoco).

Complicanze postoperatorie: comuni a tutti gli interventi a cui si aggiungono però quelle caratterizzate da

  • perdita di bile,
  • infezioni,
  • sindrome post-colecistectomia: dolore addominale e difficoltà digestive.

I RISCHI E LE LESIONI DELLA COLECISTECTOMIA

La causa principale di danno per il paziente è legata a lesioni iatrogene, ovvero lesioni e/o perforazioni degli organi dovute a errori medici, che soprattutto nei primi anni sono state estremamente numerose, e per le quali è possibile richiedere un risarcimento danni.

Si distinguono due tipologie di lesioni iatrogene:

  • Maggiori: dove il danno è a carico della Via Biliare Principale (VBP) e dei dotti alla convergenza biliare principale (colodeco).
  • Minori: dove il danno riguarda i dotti periferici di destra e il dotto cistico.

Le lesioni iatrogene delle vie biliari avvengono in ~0,5% degli interventi di colecistectomia laparoscopica.

Le principali cause sono da ricercarsi:

  • Nelle curve di apprendimento della tecnica da parte dei chirurghi: un chirurgo di esperienza riduce al minimo la possibilità di complicanze
  • Negli strumenti utilizzati in sede operatoria: la qualità della strumentazione e la sua manutenzione sono fondamentali per evitare errori medici
  • Nel quadro clinico generale del paziente: un’accurata analisi dello stato del paziente consente di prevenire eventuali complicanze

Di fondamentale importanza è anche la gestione delle eventuali lesioni.

Generalmente, una diagnosi precoce evita di degenerare in danni irreversibili per il paziente e molto dipende dalla capacità decisionale del chirurgo nel momento in cui riconosce la complicazione.

I SINTOMI DI COMPLICANZE NEL POST-OPERATORIO

Si aggiunge che la maggior parte delle lesioni si manifestano nel periodo post-operatorio, con sintomi relativi al tipo di lesione generato:

  • fuoriuscita di materiale sieroso o purulento dalla ferita,
  • gonfiore delle gambe e/o della caviglia,
  • dolore,
  • difficoltà respiratoria,
  • dolore addominale importante che non passa,
  • stipsi o diarrea persistenti,
  • vomito che non passa,
  • colore giallo del bulbo oculare o della pelle (ittero),
  • febbre.

In Italia, circa il 18% della popolazione soffre di questa patologia e si stima che in un anno vengano eseguiti ~100.000 interventi di colecistectomia.

Ci sono fino a dieci anni di tempo per richiedere il risarcimento del danno subito a causa di un errato intervento di colecistectomia laparoscopica.

Se ritieni di esserne stato vittima, ti invitiamo a contattarci: i nostri professionisti saranno a tua disposizione per aiutarti ad avere giustizia.

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