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Dissecazione Aortica – Un caso di malasanità a Varese

Risarcimento ottenuto

600.000 €

Caso seguito da:

Il 24 settembre, alle 11 del mattino circa, il Sig. G. comincia a lamentare un forte dolore toracico ad intermittenza. In seguito a discussione familiare, considerato che il disturbo non tendeva a passare, si decide di chiamare il 118 verso le 19:50. All’arrivo del servizio di emergenza il dolore era in diminuzione, i parametri emodinamici (la valutazione di Pressione Arteriosa e Frequenza Cardiaca) erano stabili, i polsi periferici presenti. Per questi motivi, intorno alle 20:45, il triage prevede l’ingresso in Pronto Soccorso in codice verde.

L’anamnesi

Il Sig. G non ha avuto problemi cardiologici di rilievo in passato anche se ha casi di cardiopatia ischemica in famiglia e nel 2016 si era recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Varese sempre per dolore toracico. In quell’occasione era stato sottoposto ad accertamenti ematochimici (esami del sangue) e ad una visita cardiologica. Tuttavia, non evidenziandosi segni di ischemia, veniva dimesso e gli si consigliavano ulteriori esami (ecocardiografia e monitoraggio Holter di 24 ore). Ha un passato di forte fumatore benché i familiari riferiscano che avesse smesso da 3 anni. In anamnesi è presente anche un’ulcera peptica e un tumore vescicale trattato chirurgicamente.

Errata diagnosi in Pronto Soccorso

Una volta in pronto soccorso, al Sig. G. vengono eseguiti gli esami ematici ed emocromo, il controllo dei parametri emodinamici ed un elettrocardiogramma (ECG), risultati nella norma. Viene poi visitato e sottoposto a radiografia sia del torace che dell’addome senza che si evidenzino particolari criticità, quindi, dopo terapia farmacologica per un valore di troponina leggermente fuori norma (indice di un possibile danno al miocardio), viene dimesso alle 11:49 del mattino del 25 settembre. L’esame obbiettivo alle dimissioni riporta:

Remissione della sintomatologia, diagnosi alla dimissione: epigastralgia in ulcera duodenale; consigli terapeutici: esegua visita gastroenterologica ambulatoriale

attribuendo così la causa del dolore toracico a un problema di tipo gastroenterologico.

Conseguenze e decesso per dissecazione aortica

Pochi giorni dopo, il 2 ottobre intorno alle 13.00, il Sig. G viene rinvenuto dalla moglie privo di conoscenza nel proprio letto e immediatamente viene chiamato il 118. All’arrivo dei soccorsi il paziente è in arresto cardiorespiratorio presentando al monitor asistolia (insufficienza cardiaca con scompenso circolatorio); vengono eseguite le manovre di rianimazione e trasportato nuovamente in Pronto Soccorso dove la rianimazione cardiopolmonare risulta comunque inefficace. L’ecocardiogramma evidenzia tamponamento cardiaco (accumulo di sangue nel sacco pericardico). Alle ore 13.50 il Sig. G decede. Diagnosi: “Arresto cardiaco extraospedaliero. Tamponamento cardiaco “.

Predisposta l’autopsia questa evidenzia una dissecazione aortica e nello specifico una lacerazione dell’intima (la parete interna) di circa 4cm, con conseguente falso lume contenente materiale ematico e della parete esterna (avventizia) di circa 0,5cm.

Il decesso del sig. G. quindi, avvenne per arresto cardiaco conseguente a tamponamento cardiaco a sua volta causato dalla rottura dell’aorta nel sacco pericardico. Tale condizione determina un ostacolo al corretto alternarsi del riempimento del cuore (diastole) e successiva espulsione del sangue (sistole), definita appunto “tamponamento” che, nel caso sia massivo come nel caso in questione, porta rapidamente al decesso.

Sezione dissecazione aortica

 

L’errore medico

All’esito dell’approfondita analisi clinica tecnica cardiologica del caso e sulla scorta degli atti e dei documenti valutati,  i  C.T.U. (consulenti medici) nominati dal Giudice hanno ritenuto di poter affermare quanto segue in merito all’evoluzione della storia clinica di cui causa:

Le caratteristiche del dolore toracico (persistente, seppure in modo intermittente, per molte ore), erano quanto meno dubbie ed avrebbero dovuto allertare i sanitari. Benché l’elettrocardiogramma non mostrasse segni di ischemia cardiaca esistono cause alternative a tale sintomatologia, seppure meno frequenti.

L’imprudenza dei sanitari che accolsero il sig. G. in Pronto Soccorso e che ha portato all’errore medico cardiochirurgico, si riscontra in quanto, nella gestione clinica e diagnostica del dolore toracico, non è documentabile come i sanitari abbiano escluso la ricerca della patologia chiamata “dissecazione aortica” che è una delle patologie che da manuale diagnostico presenta come sintomo il dolore toracico.

In particolare sarebbe stato più prudente, prima di dare diagnosi di epigastralgia, l’esecuzione di una ecocardiografia, esame di semplice esecuzione in grado di verificare problemi cardiovascolari non coronarici come la dissecazione aortica.

Dissecazione aortica non trattata

La prognosi di dissecazione aortica non trattata è drammatica in quanto il tasso di decessi è alto nelle prime 2 settimane e varia a seconda della sede della lacerazione.

Se viene prestato il trattamento, sopravvive circa il 70% dei soggetti con dissezione della prima porzione dell’aorta e circa il 90% dei pazienti con dissezione dell’aorta in aree più distanti del cuore, con aspettative di vita che vanno dai 5 ai 10 anni. Dal confronto dei dati clinici e dal referto autoptico si deduce che la dissecazione aortica del sig. G. era probabilmente iniziata il giorno della comparsa del dolore lamentato dal paziente. Altrettanto altamente probabile è il fatto che la dissecazione si sia evoluta nei giorni successivi e che, il giorno del decesso, si sia determinata la lacerazione dell’avventizia (lo strato più esterno della parete) con inondazione del sacco pericardico.

I C.T.U. ritengono quindi che il procedimento diagnostico effettuato dai sanitari che ebbero in cura il Sig. G. nei giorni 24 e 25 settembre 2018  non sia stato svolto secondo i criteri della miglior pratica medica.

Esito del caso

Per il caso del Sig.G. grazie ai nostri avvocati esperti in malasanità e alla rete di professionisti medici specialisti e medici legali, lo Studio Legale Sgromo ha ottenuto il riconoscimento della responsabilità medica e un risarcimento di 600.000€.

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